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Icarum Formazione

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RIF – “Reddito Inclusione Formativa”
per un intervento di cittadinanza ed empowerment
Catalogo regionale dei servizi di orientamento alla formazione
e al lavoro e dei servizi di formazione

 

ORIENTAMENTO ALLA FORMAZIONE E AL LAVORO

 

PRIMA FASE: Accoglienza e analisi della domanda-bisogno 

E’ la fase relativa agli incontri con un consulente con l’obiettivo di acquisire da parte dell’interessato informazioni sulle sue scelte, sul tipo di lavoro ipotizzato, su difficoltà di formazione o relative al mondo del lavoro. La finalità di questa attività è quella di attivare una prima raccolta di informazioni attraverso una scheda che l’assistito dovrà compilare relative ai suoi dati, il suo CV, studi, lavori e aspirazioni. Per mezzo del colloquio si cerca di comprendere le effettive capacità dell’interessato e le sue reali aspirazioni in correlazione con la sua cultura, la personalità e le varie attitudini. In questa fase si verificherà anche la scelta formativa di base dell’assistito e per mezzo di una attenta analisi verrà esaminata la effettiva possibilità di riuscita occupazionale al termine del percorso formativo prescelto. Nel caso il risultato sia negativo si cercherà di incanalare la proposta formativa scegliendola e verificandola assieme all’interessato. L’analisi della domanda bisogno troverà piena consapevolezza nella scelta della attività formativa che verrà seguita.

SECONDA FASE: Bilancio di competenze

Nell’orientamento, il Bilancio di competenze è un percorso che permette di mettere a punto un progetto professionale attraverso l’analisi sistematica delle caratteristiche personali, condotta con l’utilizzo di materiali strutturati quali test e/o schede di autoanalisi. Se mancano l’analisi sistematica delle caratteristiche dell’interessato e l’utilizzo di materiali strutturati siamo davanti non a un bilancio di competenze ma più semplicemente a uno o più colloqui di orientamento. Il percorso di bilancio di competenze comprende incontri finalizzati alla individuazione di un obiettivo professionale e dei passi necessari per raggiungerlo.  Si svolge mediante materiali strutturali quali schede e test e si fonda su una autovalutazione oppure su una diagnosi  rispetto ad una situazione occupazionale percepita come critica e risolvibile mediante un periodo di formazione appositamente scelto. Il bilancio di competenze si propone dunque come dispositivo di sostegno al processo di produzione di una risposta adeguata a risolvere i problemi occupazionali concreti (o percepiti come concreti dalle persone) presenti in specifiche situazioni o contesti di transizione al lavoro o nel lavoro. La mancanza di una effettiva specializzazione lavorativa o di un percorso formativo insoddisfacente rispetto alla reale offerta di lavoro. Con il bilancio delle competenze l’interessato  dovrà avere una esatta valutazione del suo obiettivo occupazionale in base soprattutto alle sue caratteristiche formative e attitudinali. L’attività formativa prescelta dovrà quindi essere la risultanza del bilancio.

La prima parte del bilancio delle competenze è dedicata all’esplicitazione e all’analisi delle caratteristiche personali rilevanti per le scelte formative e professionali  ossia una analisi delle competenze attuali possedute e anche la illustrazione di una panoramica di attività formative che si pensa possano andar bene.  Nella seconda parte che è quella dello sviluppo delle competenze l’interessato dovrà scegliere il percorso di formazione idoneo dopo aver elaborato assieme al consulente un progetto professionale da perseguire sulla base dell’analisi delle figure professionali e delle possibilità lavorative e/o formative del territorio di riferimento.

Nella terza parte si procede a una analisi e valutazione degli elementi raccolti e viene messo a punto un progetto  professionale.  Per ‘Progetto professionale’ si intende un progetto che comprende, con riferimento al fruitore di carta, un obiettivo professionale (cioè un lavoro che la persona vorrebbe svolgere o un settore dove la persona vorrebbe lavorare) e un piano formativo (cioè il percorso formative necessario, in senso logico e cronologico, per raggiungere l’obiettivo professionale).

Nel bilancio delle competenze  si passano in rassegna tutti quei fattori personali importanti ai fini della scelta professionale (ad esempio valori, interessi, capacità, conoscenze, etc.). I percorsi di bilancio più diffusi considerano in genere  gli interessi professionali (es: ‘Mi piacerebbe lavorare nel sociale’), i valori professionali (es: ‘Mi piacerebbe svolgere attività che mi permettono di arricchire rapidamente’), le conoscenze di natura tecnica (es: ‘Conosco la ragioneria’), le capacità di natura tecnica (es: ‘So lavorare alla fresa’), le capacità trasversali (es: ‘Sono bravo a mediare’). Ogni orientatore può aggiungere altre caratteristiche che ritiene utili secondo le proprie teorie di riferimento (quali ad esempio self efficacy, autostima, etc.).‘Materiali strutturati’ sono materiali (test e schede di autoanalisi) che aiutano e guidano l’interazione col fruitore di carta durante i colloqui del bilancio. In particolare il bilancio viene svolto sottoponendo al ciascun interessato una serie di test o schede (in genere sempre gli stessi per tutti gli interessati) in un ordine prestabilito. L’utilizzo di materiali strutturati rende più semplice la conduzione del colloquio da parte dell’operatore rispetto a colloqui dove tali materiali non vengono utilizzati. I test permettono una migliore analisi delle caratteristiche del l’interessato. Le schede di autoanalisi permettono una maggiore attivazione dell’interessato e una migliore analisi delle sue caratteristiche personali (anche se con una precisione inferiore rispetto ai test) sia da parte dell’interessato stesso che dell’orientatore.

‘Schede di autoanalisi’ sono schede in genere su carta contenenti una serie di domande. Ad esempio per una analisi più approfondita posso presentare all’interessato una pagina con una tabella vuota dove deve scrivere quali sono state le sue più importanti esperienze lavorative e in ciascuna quali erano le cose che gli riuscivano meglio. Un altro esempio è una pagina dove sono elencate una serie di capacità trasversali (es: insegnare, addestrare; organizzare, coordinare, dirigere; servire, adattarsi agli altri; ascoltare, capire; consigliare, aiutare, sostenere; dare ottimismo, fiducia) fra cui l’interessato deve scegliere quelle che ritiene di avere più sviluppate. L’analisi sistematica e l’utilizzo di materiali strutturati non bastano a differenziare i colloqui per bilancio di competenze dagli altri colloqui di consulenza di orientamento e pertanto al bilancio di competenze segue il colloquio di orientamento che non è considerato come un servizio a sé stante iin quanto richiede una analisi approfondita della situazione fruitore di carta. Rientrano così nella consulenza di orientamento non solo l’aiuto alla stesura di un progtto professionale, ma anche l’aiuto all’impostazione o al miglioramento della ricerca di lavoro, l’aiuto alla definizione di un piano d’azione efficace quando l’obiettivo professionale è già stato definito dal fruitore in autonomia, etc.

TERZA FASE: Colloqui individuali di orientamento alla formazione e/o al lavoro

l colloqui individuali di orientamento sono percorsi volti a supportare i fruitori di carta nella ricerca attiva di un obiettivo occupazionale per mezzo di un percorso di formazione ad hoc. Comprende incontri individuali con un orientatore per aiutare le persone ad organizzare correttamente ed in modo esauriente tutte le informazioni necessarie a risolvere il problema specifico rispetto alla scelta di un percorso formativo o alla ricerca di lavoro. Il percorso consiste in un colloquio individuale durante il quale vengono analizzati insieme al’interessato gli strumenti utili aventi come obiettivo finale il lavoro e come obiettivo intermedio la formazione mirata . Nello specifico vengono forniti all’interessato consigli utili sulla corretta redazione di cv e lettera di presentazione e vengono illustrati i principali canali attraverso i quali inviare la propria candidatura (siti internet, agenzie per il lavoro, società di consulenza).


 

Servizi specialistici di orientamento a favore di persone con disabilità o soggetti svantaggiati

Al termine della scuola media le opportunità formative per l’allievo disabile si differenziano sia negli obiettivi finali, sia nei contenuti. Diventa perciò importante poter assumere decisioni circa gli obiettivi ed i percorsi formativi più idonei a ciascun disabile. Relativamente ai corsi di formazione al lavoro per allievi disabili devono essere finalizzati all’acquisizione di competenze lavorative, spendibili in più contesti professionali, conseguite attraverso l’agire concreto ed il confronto con compiti lavorativi reali. Nei corsi proposti deve trovare particolare spazio l’intervento educativo globale (es.: autonomia, capacità di comunicazione, ecc.).

L’orientamento formativo finalizzato all’inserimento  lavorativo delle persone con disabilità deve iniziare dal riconoscimento delle qualifiche e competenze del singolo, in rapporto alle opportunità offerte del mercato del lavoro, e guardare al disabile come ad una risorsa per l’impresa e la società. Parallelamente sono necessarie forme di sostegno, azioni positive e soluzioni dei problemi connessi con gli ambienti, gli strumenti e le relazioni interpersonali sui luoghi quotidiani di lavoro e di relazione. Il servizio specialistico di orientamento a favore di persone disabili rappresenta una fase di un percorso di orientamento più ampio, che prevede l'analisi di molteplici variabili per supportare la persona nell'acquisizione di una maggiore consapevolezza dei propri punti di forza e di debolezza relativi all'inserimento lavorativo dopo un percorso formative ad hoc, anche conseguenti alla condizione di disabilità o vulnerabilità, e nella definizione di un progetto professionale realistico. Nell'ambito di questi percorsi di orientamento la somministrazione assistita e accompagnata dall'orientatore può essere molto utile per supportare la riflessione degli utenti sulle caratteristiche delle varie professioni, non solo analizzandone la compatibilità con i loro interessi e capacità, come previsto dai questionari che il disabile dovrà compilare,  ma anche con i propri vincoli derivanti dalla condizione di disabilità o svantaggio. Per esempio, è molto utile affrontare con le persone riflessioni su aspetti quali svolgere un'attività fisica in piedi, lavorare a turni compresi quelli notturni, lavorare di sera o durante il fine settimana, lavorare all'esterno con qualsiasi condizione di tempo, sollevare e trasportare oggetti pesanti, guidare veicoli, fare lavori poco puliti, lavorare in luoghi rumorosi, lavorare sotto pressione, lavorare da soli, ecc.  Attraverso questo servizio specialistico è possibile proporre e affrontare questi temi in modo molto strutturato La finalità del servizio specialistico è quella dell’inserimento e dell’integrazione formativa- lavorativa delle persone disabili attraverso servizi di orientamento e di collocamento formativo mirato. Per formazione mirata si intende un percorso formativo basato su strumenti di valutazione e di supporto che permettano di analizzare in modo adeguato, da una parte, le caratteristiche, le capacità lavorative e le inclinazioni delle persone disabili e, dall’altra, le caratteristiche fisiche, strumentali, sociali delle offerte di lavoro possibili, sostenendo anche eventuali soluzioni positive dei problemi, al fine di favorire l’inserimento delle persone disabili nel posto più adatto. Il percorso orientativo in questo senso deve essere finalizzato alla valutazione dei bisogni, della professionalità e delle capacità lavorative di ogni soggetto e a far conoscere le vie percorribili per la concreta ricerca del lavoro più idoneo. Il Servizio specialistico di orientamento è uno strumento orientativo utile per gli utenti disabili anche oltre i 50 anni,supportandoli nella individuazione di possibili percorsi di riqualificazione professionale, attraverso la frequenza di corsi di formazione: utilizzando ad esempio in questa fase le opportunità offerte dai voucher, oppure eventuali strumenti via via disponibili per la formazione professionale Con queste persone è necessario ipotizzare nuovi possibili ambiti e profili professionali di percorso formativo e inserimento lavorativo, il colloquio con il Servizio specialistico permette loro di riflettere su quali caratteristiche delle varie professioni possono essere, più o meno, compatibili con loro interessi e capacità, ma anche con i propri vincoli derivanti dalla condizione di disabilità, favorendo in questo modo la definizione obiettivi professionali più realistici e ampliando, nello stesso tempo, le opzioni dei profili professionali ipotizzabili come compatibili con i propri interessi e capacità .Nell'ambito dei corsi di formazione professionale del repertorio regionale destinati a persone con disabilità /svantaggio invece il Servizio Specialistico può essere molto utile nella modalità di somministrazione individuale, sempre supportata dall'orientatore, nella fase di orientamento in ingresso, per individuare il corso più idoneo a ciascun allievo, nella fase di orientamento in itinere, preliminare all'avvio dell'eventuale stage del corso, per individuare il settore e il profilo professionale di inserimento più idonei, e infine in uscita, per supportare la definizione di un progetto realistico di inserimento al lavoro e del piano di azione per realizzarlo. Inoltre, nell'ambito della formazione professionale, può essere utile anche durante le attività di orientamento di gruppo, per far analizzare e riflettere gli allievi sulle caratteristiche del settore, della figura professionale (corsi di qualifica)o delle aree di attività (corsi di certificazione di competenze) previsti come esito del corso stesso, supportandoli nell'acquisizione di maggiore consapevolezza circa gli obiettivi formativi del corso e motivandoli all'assunzione di un ruolo attivo durante la realizzazione delle attività formative.

 

TEST DI ORIENTAMENTO AL LAVORO
https://www.psicologi-psicoterapeuti.it/test-di-orientamento-al-lavoro

Questo test di orientamento al lavoro ti aiuta a individuare il tipo di lavoro più adatto alle tue competenze, al tuo stile, ai tuoi gusti, alle tue aspirazioni e alle tue capacità. Il tipo di attività che possa darti le soddisfazioni che ti aspetti da un lavoro che possa essere definito gratificante.

Immagina di essere stato appena assunto in una nuova azienda che si chiama SELENIA SPA. Non hai un ruolo predefinito all’interno dell’azienda. Man mano che nuovi progetti verranno stabiliti ti verrà chiesto quale fra i compiti disponibili preferisci svolgere. Riceverai lo stesso compenso (e lavorerai lo stesso numero di ore) indipendentemente dalla scelta che farai. Facendo la tua scelta non preoccuparti se ritieni di non essere in possesso dei requisiti e delle abilità necessarie. Semplicemente scegli ciò che ti attrae maggiormente.

 

COLLOQUIO DI LAVORO: COME AFFRONTARLO

Quando vieni chiamato a sostenere un colloquio di lavoro, significa che un primo piccolo passo è già stato compiuto: il tuo curriculum vitae ha superato una pre-selezione. Il passo successivo è il contatto diretto con i selezionatori.

Il colloquio di lavoro è una  preziosa opportunità di conoscenza e di comunicazione, con un obiettivo preciso: permettere all’azienda di effettuare una scelta. Arriva preparato, ma resta tranquillo e sereno.
Devi tener presente che chi si occupa della selezione del personale ha una grossa responsabilità, cioè quella di scegliere tra i tanti candidati quello adatto a svolgere i compiti e le mansioni richieste. È fondamentale quindi che egli non effettui una scelta sbagliata; questo  comporterebbe un grave dispendio di tempo,  energie e risorse da parte dell’azienda.

 

VEDIAMO INSIEME COME SI STRUTTURA UN COLLOQUIO DI LAVORO E COME GESTIRLO NEL MIGLIORE DEI MODI

Può risultare utile suddividere il colloquio di lavoro in 5 fasi distinte:

1.    CONTATTO: in questa prima fase vi è l’incontro tra candidato e selezionatore. È fondamentale in questa fase la prima impressione: sguardo, voce, stretta di mano e comunicazione non verbale  in generale permettono al selezionatore di farsi una prima importante idea della persona che ha di fronte.
2.    ESPLORAZIONE: è la fase di verifica delle competenze e di analisi della personalità del candidato. Nel corsod el colloquio di lavoro lo scopo principale è quello di conoscere nel migliore dei modi il candidato attraverso gli strumenti dell’assessment center: domande aperte e chiuse, prove in –basket o in-tray, case presentation, targeted interview,  questionari comportamentali, test attitudinali, test di personalità, checklist di autovalutazione.
3.    INFORMAZIONE: se si sono passate le prime due fasi, in questa terza il selezionatore fornisce al candidato informazioni sull’azienda e sul posto di lavoro. Nello stesso tempo indaga in maniera più approfondita le competenze. Alla fine di questa fase è importante ricordarsi di lasciare il curriculum  con i propri dati e i contatti , l’elenco delle eventuali pubblicazioni e la lista dei lavori svolti in precedenza.
4.    RIFLESSIONE: si tratta del lavoro che ciascuno dovrebbe compiere nel post colloquio, una volta tornato a casa: riflettere sul come è andato il colloquio di lavoro ed eventualmente annotarsi qualche pensiero circa le cose che sono sembrate positive e negative. Dall’altro capo del filo, la riflessione è quella di chi in azienda si occupa della selezione.
5.    DECISIONE: l’azienda contatterà il candidato per comunicargli la decisione presa in seguito alla fase di riflessione

Ancor prima di iniziare il colloquio di lavoro è fondamentale il momento del contatto telefonico o tramite e-mail.
Quando vieni chiamato al telefono, assicurati di di essere in un luogo sufficientemente tranquillo: qualora non ti trovassi nella situazione ideale, proponi di essere richiamato in un altro momento. Durante la telefonata presta attenzione alle informazioni che ti vengono fornite, annotale mentalmente e per iscritto in modo da non dimenticarle. Alla fine  ripeti al tuo interlocutore il luogo e l’orario dell’incontro e il nome del selezionatore, in modo tale da verificare di aver capito tutto correttamente.
Se il contatto è avvenuto tramite e-mail: al momento di rispondere presta particolare cura ai dettagli, alle formule di apertura e chiusura, alla sintassi e alla grammatica.

Fondamentale nella fase di preparazione al colloquio di lavoro è l’acquisizione di una precisa  consapevolezza di te, del tuo profilo professionale e delle tue aspettative. Prima di poter rispondere con chiarezza ad un’altra persona, abbi cura di fornire a te stesso una risposta chiara alle seguenti domande:

  • chi sei;
  • qual è la tua storia personale e professionale;
  • quali sono le tue competenze;
  • ti senti realmente motivato e interessato a svolgere a quella specifica mansione?
  • il tuo profilo professionale corrisponde a quello che il selezionatore sta cercando?
  • quali sono i tuoi punti di forza?
  • quali sono i vantaggi che che puoi apportare all’azienda alla quale ti stai presentando?

In previsione di un colloquio di lavoro è quindi utile preparare e studiare un profilo di autopresentazione, non eccessivamente lungo (all’incirca 10 minuti), che riassuma nel migliore dei modi il tuo modo di lavorare e di relazionarci con gli altri e, allo stesso tempo, possa incuriosire il selezionatore e gli lascia lo spazio per poter effettuare ulteriori approfondimenti.
Questa auto presentazione potrà essere usata per esteso ogniqualvolta il tuo interlocutore ti chieda di presentarti, oppure “a segmenti” per rispondere a domande  specifiche e puntuali.

La scaletta della tua  auto presentazione quandi ti presenti ad un colloquio di lavoro dovrà contenere all’incirca questi punti:

  • Percorso di studi
  • Ulteriori specializzazioni
  • Esperienze di stage
  • Precedenti esperienze lavorative (più o meno dettagliate nella descrizione a seconda di quanto siano attinenti alla posizione per cui stai effettuando il colloquio di lavoro)
  • Motivazioni che ti hanno spinto a candidarti.

Un ulteriore vantaggio connesso alla stesura del tuo profilo risiede nella possibilità di  studiarne anche la forma e il linguaggio, che dovranno essere adattati di volta in volta al ruolo e alla posizione del tuo interlocutore: addetto alla selezione del personale,  manager, futuro capo…
Altra cosa fondamentale per prepararsi al colloquio di lavoro è quella di raccogliere il maggior numero di informazioni possibili circa l’azienda in cui andrai a sostenere la selezione. Tra queste informazioni, di primaria importanza sono quelle che chiariscono il ruolo che dovrai ricoprire,  le mansioni che dovrai svolgere e, in linea generale, gli obiettivi aziendali.
Un altro punto su cui è bene prepararsi è quello relativo alle domande che tu vorrai porre ai selezionatori e che riguarderanno il futuro lavoro: luogo, spostamenti, ruoli, mansioni.
Queste domande ti saranno utili per avere idee più chiare sul lavoro per cui ti stai candidando, e dovranno essere sempre il più possibile pertinenti. È chiaramente essenziale aver prestato molta attenzione a ciò che il selezionatore ti ha già comunicato, al fine di evitare di fargli ripetere più volte le stesse cose.

 

ALTRI ACCORGIMENTI PRATICI PER AFFRONTARE IN MANIERA COSTRUTTIVA UN COLLOQUIO DI LAVORO:

  • Porta con te  i documenti utili ai fini della selezione: carta d’identità, curriculum ben redatto, eventuali ricerche svolte, lavori precedenti, pubblicazioni al tuo attivo.
  • Sii puntuale: accertati e informati precedentemente sull’ora e luogo in cui si terrà il colloquio di lavoro in modo tale da evitare di arrivare in ritardo.
  • Sii cortese con gli assistenti,  i segretari e il personale dell’azienda: spesso i selezionatori basano la loro scelta anche sulle  impressioni e i pareri di tali preziose figure.
  • Annota mentalmente o per iscritto il nome della persona con la quale sosterrai il colloquio di lavoro e fai in modo di conoscere con chiarezza il suo ruolo nell’azienda.
  • Arrivato in azienda guardati intorno e fatti un’ idea del “clima aziendale”.
  • Decidi  in anticipo un abbigliamento consono da indossare il giorno della selezione: capi sobri, in ordine e il più possibile in sintonia con il ruolo che intendi ricoprire. Ricordati che: la prima impressione conta!
  • Proprio perché la prima impressione  conta, ricordati che l’impatto emotivo iniziale e i primi momenti del colloquio sono spesso i fattori decisivi per la scelta dei selezionatori.
  • L’atteggiamento migliore per chi affronta un colloquio di lavoro è quello propositivo, motivato e intraprendente e non quello di chi è “disposto a fare di tutto” in maniera acritica e passiva. Tuttavia è importante non strafare o accentuare gli atteggiamenti positivi: lascia sempre spazio al tuo  interlocutore, non sommergerlo  di informazioni e di eccessivo entusiasmo.
  • Ascolta bene le domande e chiedi se non hai capito.
  • Potrà capitare di incontrare più selezionatori e dover quindi ripetere le stesse cose: resta paziente e cortese, non mostrarti annoiato o seccato, e metti in conto che la selezione potrà andare per le lunghe.
  • Tieni presente che alcune volte la selezione può avvenire tramite un colloquio di gruppo.

 

ASSOLUTAMENTE DA EVITARE IN UN COLLOQUIO DI LAVORO

  • Parlare male di ex-colleghi o datori di lavoro: non è corretto e non fa una buona impressione.
  • Mentire o usare trucchi: trasmetti sempre un’immagine onesta e coerente di te stesso, anche per quanto riguarda la sfera professionale.
  • Non “gonfiare” il tuo curriclum. Hai la sensazione che ci siano dei “buchi” e siano presenti periodi nei quali sei rimasto a lungo disoccupato? Mantieni  la calma e fornisci spiegazioni mature e ragionevoli (magari precedentemente preparate a casa).
  • Parlare nel primo colloquio di soldi e retribuzione, ferie: questi aspetti vanno affrontati e discussi in un secondo momento, ancor meglio se sarà il selezionatore a fare una proposta retributiva. È certamente importante approfondire gli aspetti contrattuali, ma non devono diventare l’argomento principale del primo colloquio di lavoro, il quale ha come scopo quello di conoscere il candidato.
  • Parlare troppo: rispondi alle domande del colloquio senza divagare; lascia spazio al selezionatore e permettigli di guidare la conversazione.
  • Essere maleducati. Fondamentale è seguire le regole della buona educazione: non sederti prima dell’intervistatore, non masticare chewing-gum, non essere aggressivo, invadente, intrusivo; non sbirciare tra i fogli dell’intervistatore, non guardare l’orologio,non  rispondere al telefono (meglio spegnerlo!), non imprecare.
  • Chiedere immediatamente l’esito del colloquio di lavoro. Alla fine del cololoquio sarà il selezionatore a dire se, come e quando ti contatterà. Nel caso non lo facesse, puoi chiedere come avverrà il contatto successivo, evitando in ogni caso di farti vedere ansioso!

 

TEST COLLOQUIO DI LAVORO

https://www.psicologi-psicoterapeuti.it/test-colloquio-di-lavoro/

Sai come sei percepito dagli esaminatori durante un colloquio di lavoro?  Scopri come ti vedono gli altri… e come potrebbe vederti un potenziale datore di lavoro. Questo test colloquio di lavoro è un test reale. Presso importanti aziende viene somministrato durante i colloqui di lavoro dal dipartimento “Risorse Umane” ai candidati alla ricerca di un’assunzione e di un posto di lavoro. Fare buona impressione ad un colloquio di lavoro, dare le risposte giuste al momento giusto, compilare un questionario o trovare le risposte giuste ad un test in modo da dare di sé un’immagine positiva e rassicurante può fare la differenza tra avere un lavoro o perderlo.

 

 

TEST IL LINGUAGGIO NON VERBALE

https://www.psicologi-psicoterapeuti.it/test-linguaggio-del-corpo

Oltre alle cose che si dicono, durante il colloquio di lavoro è fondamentale anche come ci si pone e ciò che si fa: è importante cioè il linguaggio non verbale. Il nostro corpo parla e può farlo in maniera più o meno coerente rispetto a ciò che stiamo esprimendo verbalmente. Di seguito puoi trovare alcuni piccoli suggerimenti che ti consentiranno di avere cura delle tue comunicazioni “non verbali”. Non adottare questi suggerimenti in modo meccanico e artificiale; cerca di integrarli nel tuo stile e nel tuo modo di porti rispetto agli altri, al fine di renderli semplici e naturali.

La stretta di mano: il primo e importantissimo mezzo di comunicazione. Dev’essere forte e decisa (mai la “mano molle” o “a buccia di banana”), ma non al punto da far male! Ancora meglio se accompagnata da un sorriso. L’impressione che  vuoi dare è quella di sicurezza, determinazione e professionalità.

  • Durante il colloquio: non tenere le mani in tasca; evita di giocherellare eccessivamente con mani, i capelli o altri oggetti: è normale essere un po’ nervosi al colloquio, ma non mostrarti troppo teso!
  • Ascolta l’interlocutore non solo con le orecchi ma con tutto il corpo: mettiti comodo sulla sedia (non “stravaccato”) e resta leggermente proteso verso l’altro.
  • Prenditi  il tempo e lo spazio di cui hai bisogno: appoggia la borsa di lato,  non tenerla in grembo, ed evita di creare barriere tra te e l’altro. Cerca di non chiuderti troppo con il corpo, accavallando con forza braccia e gambe; in ogni caso disponiti nello spazio scegliendo una posizione che sia per te comoda e che ti metta a tuo agio.
  • Guarda negli occhi il selezionatore: dalla stretta di mano iniziale in poi il contatto visivo è molto importante, sempre senza esagerare! Qualora ci fossero più selezionatori: dai la giusta attenzione con il corpo e con lo sguardo a ciascuno di essi.
  • Mentre ti parlano, fai  sapere all’interlocutore che lo stai seguendo con interesse e stai comprendendo ciò che ti dice: con lo sguardo attento e con dei cenni di assenso o diniego.
  • Sorridi!

 Molti di questi comportamenti sono la base di qualunque tipo di rapporto umano: per questo il suggerimento è quello di provare ad assimilarli esercitandosi con le persone che incontri nella vita di ogni giorno, così da renderli più fluidi e naturali possibile al momento del colloquio di lavoro con il selezionatore.


Test della personalità